Chiesa e Stato, pur avendo finalità differenti, agiscono entrambi “per il bene comune dell’individuo e della comunità dei popoli”. Questo richiede “un dialogo aperto ed un’intesa sincera tra la Chiesa e gli Stati, al fine di stabilire, promuovere e rafforzare i rapporti di comprensione reciproca, e prevenire o sanare eventuali dissensi o malintesi”. Lo ha affermato il cardinale Pio Laghi, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, intervenendo ieri a Roma ad un incontro organizzato dall’associazione Carità politica, nell’ambito del ciclo di conferenze “Essere ambasciatori presso la Santa Sede oggi”.” “”Questo dialogo che mira a garantire alla Chiesa il libero esercizio della sua attività – ha precisato il cardinale Laghi -, assicura l’autorità civile circa i fini sempre pacifici e proficui perseguiti dalla Chiesa, e offre l’aiuto prezioso delle sue forze spirituali e della sua organizzazione per la realizzazione del bene comune della società. Il dialogo fiducioso che così si instaura quando esistono rapporti ufficiali tra le due società, offre il mezzo di stabilire una fruttuosa intesa e di organizzare un lavoro veramente salutare per tutti”. In merito ai rapporti tra ambasciatori e Santa Sede, il cardinale Laghi ha ricordato i significati della parola “dialogo”, da intendere come “conoscenza reciproca”, “apertura ai valori che l’altro può portare”, ma soprattutto “onestà e sincerità”. A questo proposito, menzionando la volontà della Chiesa di conoscere l’Islam (ad esempio attraverso il Pontificio istituto di studi arabi e di islamistica), il cardinale Laghi, rivolgendosi agli ambasciatori presenti in sala, ha auspicato che anche nei Paesi islamici possano “nascere istituti per conoscere la religione cattolica”.” “