A dichiararlo è il card. Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo, intervistato da “Toscana oggi” in occasione di una visita del card. Silvano Piovanelli, arcivescovo di Firenze, in Croazia e Bosnia. “La colpa non è nella gente, è nella politica”, continua Puljic sul settimanale diocesano di Firenze, aggiungendo che sia la politica locale, sia quella internazionale “non è giusta se stringe gli accordi con chi è più forte e non protegge il più debole”. Secondo l’arcivescovo di Sarajevo, è una “politica senza morale” quella che quattro anni fa generò l’attuale sistemazione della Bosnia attraverso gli accordi di Dayton, e che oggi ha sancito una tregua per il Kosovo. Se il trattato di Dayton, osserva Pulijc, “ha fermato la guerra”, esso è tuttavia “ingiusto perché non riconosce a tutti gli stessi diritti su tutto il territorio bosniaco. I serbi hanno maggiori diritti dei croato-musulmani nella Repubblica Serba di Bosnia e i croato-musulmani hanno maggiori diritti nella federazione croato-musulmana”. Per quanto riguarda la politica internazionale, “alcuni Paesi – aggiunge Puljic – sostengono solo i serbi, altri sono i musulmani, nessuno sostiene i croati”. Da parte sua, la Chiesa cattolica, conclude l’arcivescovo di Sarajevo, “considera un suo impegno quello di fare da ponte tra Oriente e Occidente, tra il mondo cristiano e quello musulmano. In questo, però, ci sono difficoltà politiche: noi non vogliamo legarsi a nessuna parte politica, siamo dalla parte dell’uomo. Le altre comunità religiose non sono nelle stesse condizioni: la comunità islamica lavora con il partito che è al potere, la Chiesa ortodossa è la Chiesa nazionale serba”. ” “” “