A parlare delle difficoltà vissute negli ultimi tempi dalle missioni cattoliche italiane in Gran Bretagna, è stato uno dei responsabili, mons. Agostino Gonella, durante il convegno che si è svolto nei giorni scorsi a Caltanissetta. Mons. Gonella ha messo in evidenza una situazione abbastanza problematica, con pochi giovani che frequentano le missioni e le parrocchie, che rischiano “una religiosità che sa di vecchio”. ” “”Le missioni – ha osservato – sono fortemente legate ad una pastorale sacramentaria, e dedicano tutte le loro forze a questo fine. Non bisognerebbe forse tentare qualcosa di diverso?”. Nonostante ci siano forme di religiosità popolare che vanno riemergendo, mons. Gonella pensa che “certe manifestazioni sembrano fatte apposta per riportare ad una religiosità superficiale che fa rivivere tempi che non tornano più, o un folclore sconosciuto, vivace, ma religiosamente povero”. In particolare mons. Gonella ha posto all’attenzione sul problema dei tanti giovani italiani che ogni anno raggiungono la Gran Bretagna per motivi di studio o di lavoro: “Le agenzie turistiche fanno pagare tanti soldi e sistemano gli studenti in collegi universitati spesso scomodi, promettono ai genitori anche l’assistenza religiosa. Non è possibile una maggior cooperazione – si chiede -? Chi viene da solo, con pochi soldi, cercando lavoro spesso incontra la droga e…le prigioni di sua maestà”. Secondo mons. Gonella “conviene alzare lo sguardo. Non aspettiamo comunque che i nostri emigrati perdano la fede per inviare poi nuovi missionari a convertire l’Europa”.” “