“Offrire proposte concrete, piste praticabili, metodi validi che rendano il progetto culturale portatore di “cultura significativa, che consegni l’uomo a se stesso, che sia funzionale a domande di senso, ad esigenze sommerse e alla realtà esistenziale in ordine alla salvezza”. Questa, ha detto la presidente, Emerenziana Rossato, la finalità principale dell’assemblea della Cnal (Consulta nazionale delle aggregazioni laicali), che si è svolta oggi a Roma sul tema “La Cnal dopo l’incontro del 13 giugno: le aggregazioni laicali intendono assumere le loro responsabilità”. Al di là delle “diverse sensibilità e tipologie” delle associazioni e dei movimenti cattolici, ha osservato don Cataldo Naro, docente di storia della Chiesa alla Facoltà Teologica di Sicilia e consulente del Servizio nazionale per il progetto culturale, tutte le aggregazioni laicali “rappresentano una risposta unitaria ai problemi del nostro tempo, perché hanno una connotazione comune nella sincera tensione ad un’esperienza personale e comunitaria di fede”. E’ proprio la formazione spirituale dei propri membri, ha spiegato il relatore, che “abilita ad una testimonianza cristiana nei vari ambiti della vita civile, sociale e culturale del Paese”. Negli anni novanta, secondo Naro, “è cambiato il clima nella Chiesa”, perché “è caduta la tensione tra i vari movimenti, tipica degli ultimi decenni”. Oggi, invece, “si vuole trovare un terreno di riflessione che coinvolga tutte le aggregazioni”, con sullo sfondo “un cattolicesimo italiano che, a differenza di quanto avviene negli altri Paesi europei, conserva un forte radicamento popolare”. Ed è proprio la “rivitalizzazione della fede popolare”, ha concluso il relatore, l’obiettivo che si propongono le diverse associazioni e movimenti ecclesiali, “rifiutando di vivere la spiritualità laicale in maniera élitaria”. ” “” “