La Caritas Italiana smentisce in una nota le notizie apparse nei giorni scorsi sulla stampa in merito al fatto che la stessa Caritas si sarebbe definita “favorevole” a denunciare alle forze di polizia gli immigrati clandestini presenti nei servizi ad essa collegata. “La Caritas Italiana – si legge in un comunicato – oltre all’accompagnamento degli immigrati regolari per superare la fase di prima accoglienza, ribadisce con forza l’attenzione a tutte le situazioni di estrema esclusione ed emarginazione, compresi i tanti immigrati clandestini che mettono a repentaglio la propria esistenza nel sogno di migliorarla”. La Caritas ricorda l’appello che il Papa ha lanciato ai partecipanti al IV Congresso Mondiale della Pastorale dei migranti, chiedendo per il Giubileo “una forma di sanatoria” per gli illegali. “Legalità e solidarietà – prosegue la Caritas – sono valori che vanno coniugati insieme perché mentre l’uno richiama all’esigenza di far rispettare le leggi applicandole con rigore e sistematicità, l’altro ci richiama ad un dettame costituzionale, prima ancora che cristiano, forte e imprescindibile dalla nostra storia che vuole che sia l’uomo, con le sue esigenze e le sue speranze, il punto di riferimento delle nostre azioni quotidiane, sociali e politiche”. Per la Caritas Italiana, “il rispetto della legalità e la collaborazione con le istituzioni non si concretizzano attraverso la denuncia dei clandestini alla polizia o la creazione di ‘registri aperti’, ma tramite un costruttivo confronto in fase progettuale e di programmazione, come d’altra parte è avvenuto in occasione dell’elaborazione della nuova legge sull’immigrazione”.