MONS. MARCHISANO: LE TRE FUNZIONI DELL’ARTE, “CULTO, CATECHESI E CARITÀ”

“Il patrimonio storico-artistico ecclesiastico è espressione della creatività umana e della devozione religiosa. E il suo valore artistico e storico è inseparabile dalla convinzione di fede”. Sono parole di mons. Francesco Marchisano, presidente della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa, che oggi a Subiaco (Roma) ha inaugurato la mostra di arte sacra “Iconografica dei Santi nella diocesi sublacense”. “Tre sono le motivazioni di fondo che hanno originato – ha spiegato mons. Marchisano – quanto di bello e utile ha saputo creare la Chiesa: una funzione di culto, di catechesi e di carità”. Il culto è “essenza del fenomeno religioso che ha dimensioni intime e comunitarie” ed “i templi, le immagini sacre, produzioni plastiche, musicali e religiose” nascono sempre con una finalità cultuale. “Tutto l’annuncio del Vangelo – ha proseguito mons. Marchisano – è stato concretizzato in opere d’arte”, realizzando quella funzione catechetica tipica del patrimonio artistico e storico della Chiesa. La terza funzione è di carità, realizzata attraverso svariate forme dagli ordini religiosi e dalle confraternite come gli ospedali, i monasteri e i conventi, “luoghi di attività religiosa e sociale che hanno tramandato quella cultura che è alle radici della nostra cultura europea”. “Il culto, la catechesi e la carità – ha proseguito mons. Marchisano – sono la proiezione concreta delle tre virtù fondamentali per ogni cristiano, fede , speranza e carità”, ed in questa proiezione “il messaggio salvifico di Gesù acquista una forza plastica, concreta e reale”. “Nel bene culturale contemplato e meditato si apprende la Parola di Dio e si constata – ha concluso il vescovo – che la vita di fede, speranza e carità, cioè il concreto vivere cristiano è un ideale raggiungibile”.