IMMIGRATI CLANDESTINI: GLI AUSPICI DELLA CARITAS ITALIANA

“Gli arrivi, ormai quotidiani di immigrati sulle nostre coste del Sud Italia e Sud Europa non sono certo una novità dell’ultima ora”, afferma don Antonio Cecconi, vicedirettore della Caritas italiana. “La risposta in termini di accoglienza – prosegue – è come sempre generosa, sul territorio pugliese, così come in Calabria e in Sicilia. Le Chiesa locali, attraverso le Caritas e tutta la comunità, si prodigano senza sosta. Ma dobbiamo ricordare che il Sud Italia è spesso un luogo di transito, una tappa verso altre regioni d’Italia o altri Paesi d’Europa”.” “”Mi pare dunque apprezzabile – continua don Cecconi – l’impegno delle autorità italiane per un coinvolgimento più forte a livello europeo. Nel contempo auspichiamo che sia prontamente garantito il diritto all’asilo agli aventi titolo – tenendo in particolare attenzione il dramma del Kosovo – e che tutti i Governi dei Paesi europei agiscano in modo deciso e congiunto per impedire lo sfruttamento di questi immigrati da parte di racket senza scrupoli. Andrebbe anche ripensata la cooperazione multilaterale con un grande sforzo di coraggio da tutte le parti, per costruire un futuro nel bacino del Mediterraneo in cui la convivenza sia davvero l’esaltazione delle differenze, la collaborazione in funzione dell’uomo e non un semplice ma avvilente baratto (‘meno immigrazione, meno terrorismo più cooperazione economica’). Infine vorrei ricordare che oltre all’accoglienza qui in Italia, la Caritas italiana sta facendo molto anche al di là del mare, a sostegno di Caritas Albania, messa a dura prova dall’arrivo di profughi dal Kosovo; infatti, in circostanze assai più critiche delle nostre la comunità albanese sta facendo i conti col fenomeno dell’immigrazione”.” “