“‘E’ un caldo da terremoti diceva qualcuno, riferendosi al caldo straordinario di quei giorni, che costituiva un elemento in più di preoccupazione”. E’ questo uno dei segni premonitori del terremoto del 26 settembre ’97 in Umbria e Marche, così come viene raccontato da mons. Girolamo Giovannini, parroco di Case Basse di Nocera Umbra nel volume “Un popolo nella prova. Nocera Umbra 1997-1998. Nell’anno più difficile del secolo”. ” “Il libro, di cui sono state distribuite gratuitamente in questi giorni oltre duemila copie, ripercorre in 90 pagine il dramma del sisma, con testimonianze, foto a colori, articoli pubblicati sui giornali e una appendice sugli eventi sismici del passato. L’autore parla all’inizio di alcuni “segni misteriosi” che avrebbero preannunciato il terremoto: “Che dire della strana emanazione di chiarore e di scintille verificatesi, poco prima del 26 settembre, nelle grotte di Stravignano, veduta da più persone, in tempi successivi? Le grotte si aprivano davanti alla chiesa parrocchiale; oggi sono quasi completamente distrutte dal sisma”. Oppure l’episodio della fontanella, con acqua “sempre freschissima, che nei giorni precedenti al sisma ha cominciato a versare acqua calda”. ” “Mons. Giovannini racconta anche le reazioni della gente: “Ha pianto; ha sofferto nella difficoltà di trovare una ragione qualunque di un evento così irrazionale. Non è facile accettare questi momenti di esasperazione della natura che siamo soliti considerare l’orma di Dio, l’immagine simbolo dell’ordine e dell’equilibrio. E’ duro scoprire che una madre dal cuore generoso può diventare all’improvviso una matrigna dissennata”. Ma ciò che è emerso, ricorda, è “la sostanziale dignità della nostra gente, che non si è lasciata andare ma si è rimboccata le maniche e, a testa bassa, cercando di ingoiare le lacrime, ha ripreso il suo lavoro”.” “