“Se si vuole costruire una cultura della verità e della vita la collaborazione dovrà essere la più ampia possibile. Anche gli anziani dovranno essere dei protagonisti”. L’arcivescovo di Genova, card. Dionigi Tettamanzi, intervenendo oggi alla XIII conferenza internazionale promossa dal Pontificio Consiglio della Pastorale per gli operatori sanitari e dedicata agli anziani, ha tracciato un cammino pastorale centrato sulla terza età e ha richiamato l’impegno di tutte le generazioni all’edificazione di una nuova cultura. “Se la profonda ferita del pianeta anziani è la solitudine – ha detto il card. Tettamanzi – la medicina che tutti possono utilizzare è la solidarietà. L’anziano dovrà essere il primo a fare un passo nell’aprirsi alla relazione con gli altri. La propria solitudine si sconfigge mettendo in atto dentro di sé il valore positivo della solidarietà”. Lo slogan, ha suggerito l’arcivescovo di Genova, dovrebbe essere: “Apriti agli altri e vincerai non solo la solitudine degli altri ma anche la tua”.” “Secondo il cardinale Tettamanzi, creare una nuova cultura della vita vuol dire “da un lato smascherare le falsificazioni e le interpretazioni unilaterali riduttive della verità e della dignità della persona anziana e dall’altro lato spalancare nuovi orizzonti per la comprensione di questa verità e per la promozione di questa dignità”. L’urgenza di questa svolta culturale, ha osservato ancora il cardinale, “è legata alla situazione storica che stiamo attraversando, ma si radica nella stessa missione evangelizzatrice propria della Chiesa: il Vangelo mira a trasformare e a rendere nuova l’umanità, è un lievito destinato a permeare tutte le culture e ad animarle dal di dentro perché esprimano l’intera verità sull’uomo”.” “