Lo ha detto mons. John P. Foley, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, intervenendo alla conferenza internazionale sui problemi degli anziani, in corso in questi giorni in Vaticano, organizzata dal Pontificio Consiglio della pastorale per gli operatori sanitari.” ” I media elettronici, secondo mons. Foley, rivolgono la loro attenzione soprattutto alla fascia d’età tra i 18 e i 35 anni, trascurando invece il pubblico più anziano. Migliore è il trattamento da parte della stampa scritta che riserva spazi a questa fascia di lettori. Però, ha precisato mons. Foley, “molte persone anziane hanno difficoltà a leggere e cominciano a diventare sempre più dipendenti dalla radio e dalla televisione per l’informazione e l’intrattenimento”. ” “Il presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali si è chiesto anche “come i mass media considerano l’anziano nelle loro programmazioni e pubblicazioni”: “Molti anziani cominciano a lamentarsi del modo in cui vengono descritti in alcuni programmi di intrattenimento, facilmente stereotipati come sciocchi, smemorati…”. Mons. Foley ha elencato alcuni possibili interventi della Chiesa in quest’ambito, tra i quali la necessità di “educare i cattolici ad un atteggiamento di apprezzamento, sensibilità e comprensione”. Inoltre, le radio e le televisioni cattoliche “dovrebbero dare un esempio di servizio agli anziani”, come pure le scuole cattoliche “dovrebbero insegnare la reverenza e il rispetto” nei loro confronti. ” “