“E’ a partire da questo patto – prosegue Santolini – che il Forum potrà avere maggiore peso di rappresentanza sui tavoli della negoziazione politica, non per portare avanti un’azione di potere ma per difendere la famiglia e dimostrare come l’associazionismo familiare si adegua ai tempi nuovi”. La rappresentante del Forum fa riferimento alla sfida delle famiglie di fatto che “è un tentativo subdolo e silenzioso di disgregazione e scardinamento della famiglia”. “La sfida – afferma don Claudio Giuliodori, direttore dell’Ufficio nazionale delle comunicazioni sociali della Cei – è soprattutto di natura culturale. Ad un’analisi attenta dei fenomeni, si denota il diffondersi di interpretazioni e modelli di riferimento che sono determinati da una frammentata e individualistica visione della vita”. In questo contesto, svolgono un ruolo determinante i mass-media che “in mano a pochi potentati” portano avanti precisi “indirizzi culturali non in modo dichiarato ma subdolo e sotterraneo. E’ un lavoro di sottobosco che scardina i principi costituzionali stessi della famiglia e del matrimonio”. Riferendosi al “movimento ampio” che si sta verificando in molte diocesi in cui le famiglie si sono attrezzate con corsi di formazione, don Giuliodori invita la famiglia a diventare “sponsor di se stessa”. Nessuna “restaurazione” né desiderio di “tornare indietro”. “Non si può ragionare – precisa il sociologo Pier Paolo Donati – come se la famiglia fosse stata un tempo bella, grande e cristiana perché vi era l’indissolubilità per legge del matrimonio o perché l’aborto era illegale mentre oggi stiamo nel degrado”. “L’idea che la famiglia va degradandosi – conclude Donati – è fuorviante perché non permette di leggere i segni di ciò che di nuovo sta vivendo la famiglia oggi”.