FORUM FAMIGLIE DEL LAZIO: PREOCCUPAZIONE PER LE SCELTE DELLA REGIONE

L’approvazione delle linee di programma della regione Lazio in attuazione della Legge Turco (n.285/97) prevede “stanziamenti consistenti” per progetti mirati a favore dell’infanzia ma rischia di “escludere dal vivo del dibattito, una rilevante parte dell’associazionismo familiare” e di considerare le famiglie “un semplice destinatario passivo di procedimenti e prassi amministrative”. E’ la “grande preoccupazione” espressa in una nota dal Comitato regionale delle associazioni familiari del Lazio che si è costituito di recente con l’adesione di 40 associazione cattoliche. “La legge Turco – osserva Ciro Intino, segretario generale del Comitato – ha suscitato numerose aspettative in merito alle drammatiche emergenze che riguardano i minori: coinvolgimento in attività criminose, gravi fenomeni di pedofilia, disagio sociale ed economico, dispersione scolastica e carenza dei servizi sanitari in favore dell’infanzia”. “Sarebbe un pericoloso ritorno al passato – osserva Intino – affrontare i problemi dell’infanzia e dell’adolescenza puntando solo all’affermazione di diritti individuali a scapito della famiglia concepita come centro di relazioni personali e luogo privilegiato di incontro tra le generazioni”. Su questo argomento, il Comitato promuoverà l’8 novembre un convegno su “Pubbliche amministrazioni e associazioni familiari nel Lazio: un confronto a partire dalla politica in favore dei minori”. L’intento del Comitato è di avviare un “confronto con le pubbliche istituzioni” nell’auspicio che si superino i “criteri di parzialità e frammentazione negli interventi” e “ogni logica di isolamento delle politiche familiari da quelle economiche e sociali”.