Di fronte “ad un profondo sovvertimento della struttura della popolazione” (aumento della durata della vita e declino della fertilità), la grande sfida è quella di “riprogettare la società e di ridiscuterne la struttura economica”, facendo in modo di rispondere “ai bisogni assistenziali di tutti i suoi membri”. Lo ha sottolineato Giovanni Paolo II, incontrando questa mattina i partecipanti alla XIII conferenza internazionale promossa dal Pontificio Consiglio della pastorale per gli operatori sanitari sul tema “La Chiesa e la persona anziana”. “A questa opera – ha spiegato il Papa – deve essere chiamata a partecipare anche la persona anziana, molte volte considerata solo destinataria di interventi assistenziali”, e invece custode di “un prezioso contributo da dare alla vita”. In questa prospettiva, ha aggiunto Giovanni Paolo II, “il rapporto famiglia-anziani deve essere visto come un rapporto di dare e ricevere. Anche l’anziano dà: non può essere ignorata l’esperienza maturata negli anni”.” “Il Santo Padre ha poi indicato le linee guida per rispondere alla sfida di questo tempo: “La società – ha detto – deve riscoprire la solidarietà fra le generazioni: deve riscoprire il senso e il significato dell’età anziana in una cultura troppo dominata dal mito della produttività e dell’efficienza fisica”, e nella quale si parla di “età anziana solo in termini di problema”.” “E parlando di rispetto della dignità degli anziani, Giovanni Paolo II ha ancora una volta alzato la voce “contro tutte quelle pratiche di abbreviamento della vita che vanno sotto il nome di eutanasia”. Quest’ultima, ha denunciato il Papa, “è un attentato alla vita che nessuna autorità umana può legittimare, essendo la vita dell’innocente indisponibile”. ” “