Compie vent’anni il Centro di ascolto e di accoglienza “Porta Aperta” della Diocesi di Modena, nato nel 1978 per rispondere ai bisogni della città, in continuo cambiamento: famiglie povere, madri in difficoltà, minori. “Guardare il passato, comprendere il presente, per avviare insieme percorsi futuri”: questo lo slogan delle celebrazioni che si apriranno martedì 3 novembre a Modena con una veglia in cattedrale alla quale parteciperà anche mons. Bruno Foresti, arcivescovo di Brescia, sotto il cui episcopato a Modena, è stata avviata l’esperienza. In questi anni, sono passate da “Porta Aperta” 11 mila persone, 192 obiettori e 2 mila volontari. Sono stati distribuiti 175 mila pasti e 800 persone hanno trascorso almeno una notte nel dormitorio. Solo negli ultimi cinque anni si sono rivolte al Centro circa 7.500 persone e sono stati erogati oltre 50 mila servizi: distribuzione di generi alimentari, pagamento bollette, accesso ai servizi sociali. Presso il Centro Madonna del Murazzo, che è una delle espressioni più visibili di “Porta Aperta”, sono stati attivati il dormitorio, la mensa e gli ambulatori mentre sul territorio si è dato vita ad altre strutture di accoglienza come una casa per famiglie che accoglie 16 nuclei, un centro diurno per adulti, una casa per madri in difficoltà e un centro per minori che ospita, al momento, 12 ragazzi.