Inizia oggi in Vaticano, e proseguirà fino al 10 ottobre, il IV Congresso mondiale della pastorale per i migranti e i rifugiati. Verrà condotta un’analisi della situazione attuale delle migrazioni, delle sofferenze dei rifugiati, del rapporto tra migranti e società di accoglienza, comunità internazionale e Chiesa.Saranno 459 i partecipanti, provenienti da tutto il mondo, fra i quali 4 cardinali, 76 vescovi, 138 sacerdoti, 64 religiose e 188 laici. Nel mondo sono oltre 100 milioni le persone che vivono in un paese al quale non appartengono: negli Stati Uniti sono 22 milioni e 600 mila (il 18 per cento della popolazione), 4 milioni e mezzo in Canada (15,6 per cento), 6 milioni e mezzo in America Latina e Caraibi, 4 milioni e 125 mila in Australia (23 per cento), 20 milioni in Asia e circa 19 milioni nell’Unione europea (4,9 per cento). L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ne conta 22.729.200 (dati del 1997).”L’umanità del terzo millennio – ha affermato mons. Francesco Gioia, segretario del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti – si presenta essenzialmente mobile, un’umanità che sta riscoprendo la sua natura di nomade. La Chiesa ha un’esperienza secolare: fin dalla sua nascita ha trovato un valido aiuto per la diffusione del Vangelo proprio negli spostamenti delle popolazioni”.