“C’è un clima generale, una colpa comune, fatta di silenzi e deleghe in bianco, rassegnazione e superficialità davanti a segnali premonitori che vanno notati a livello familiare e professionale”. Lo afferma don Enzo Pelvi, direttore del settimanale diocesano “Nuova Stagione” di Napoli, a proposito della recrudescenza del fenomeno malavitoso nei quartieri napoletani. “La camorra non è invincibile e per sconfiggerla occorre uno straordinario impegno di tutti – dice Pelvi -. Ognuno deve fare qualcosa, dall’impegno socio-politico a quello culturale e di solidarietà”. Al di là “dell’orrore del momento – osserva – dovremmo fare tutti un esame di coscienza per rilevare cosa siamo singolarmente obbligati a realizzare nel ruolo che rivestiamo”. Pelvi parla infatti di “reciproca responsabilità”, in quanto “la violenza non ha un colore politico e non esplode all’improvviso”: “L’emergenza camorra è il risultato di un tasso di violenza più diffuso e meno visibile, che si insinua nel quotidiano, dove i piccoli soprusi impoveriscono la convivenza umana. Il controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine non basta. Bisogna investire sull’educazione”. Il direttore del settimanale diocesano cita la famiglia e la scuola come “insostituibile via formativa di coscienza e moralità” ed invita genitori e docenti a “dare maggiore consistenza ad una cultura del bene comune”.