Lo ha detto Ugo Ascoli, docente alla Facoltà di Economia dell’Università di Ancona, illustrando oggi, a Roma, il documento-base per la quarta conferenza nazionale del volontariato, che si terrà a Foligno dall’11 al 13 dicembre prossimi. Presentando i contenuti principali del documento – redatto dall’Osservatorio nazionale del volontariato – Ascoli ha sottolineato che “il contributo principale del volontariato è quello di ‘allargare il capitale sociale’, attraverso la promozione del senso etico e morale, della partecipazione, e il rafforzamento della coesione sociale”. Per questo, ha spiegato il relatore, “il volontariato è un soggetto importante, senza il quale non si può rinnovare lo Stato sociale”. La “dimensione politica del volontariato”, inteso come “nuovo modo di partecipare e interessarsi della cosa pubblica da parte di molti cittadini” è la novità degli ultimi vent’anni. Tutto ciò comporta una ridefinizione stessa dell’identità del volontariato – o “dei volontariati”, come si legge nel rapporto a proposito delle differenti tipologie ormai presenti in questo ambito – che deve risolvere il dilemma “fra autonomia e commercializzazione, tra l’essere fattore di mutamento sociale o partner acritico di soggetti pubblici, in quanto erogatore di servizi”. Un altro rapporto da definire meglio, per Ascoli, è quello tra volontariato e “terzo settore”, anch’esso nuovo interlocutore delle politiche governative: “Il volontariato – ha detto il relatore – è una base ‘ideale’ e strategica del terzo settore, senza la quale quest’ultimo rischia di diventare uno dei tanti modi di qualificare le imprese, una sorta di ‘non profit all’americana’ che consente una gestione di impresa senza determinati connotati fiscali”.