ORA ANCHE IN SPAGNA SI PUÒ PRESCRIVERE LA PILLOLA ‘ABORTIVA’

Con 170 voti favorevoli contro 148 contrari, il congresso dei deputati ha approvato in Spagna l’uso della pillola Ru486 negli ospedali e su prescrizione medica, ancor prima dell’autorizzazione all’immissione in commercio. “I tentacoli dell’industria farmaceutica – ha commentato l’Istituto di bioetica dell’Università Cattolica di Roma – hanno catturato, dopo la Francia e gli Stati Uniti, anche la Spagna, minacciando centinaia di migliaia di vite umane”. La Ru486 – spiega l’Istituto universitario nella sua nota – “è un prodotto ad azione abortiva somministrato allo scopo di ottenere un aborto farmacologico in alternativa a quello chirurgico entro 50 giorni dalla fecondazione”. Lo scopo sarebbe quello di evitare alla madre i rischi psichici e fisici di un intervento chirurgico. “Ma perché – si chiede l’Università Cattolica – non si dovrebbero tenere in considerazione anche i rischi per l’embrione? Mettendo nelle mani dei medici e delle donne uno strumento ‘più semplice’ per ottenere l’aborto non si incorre nel rischio di una minore percezione della gravità di questo atto?” Le procedure richieste per accedere all’aborto chirurgico, secondo l’Istituto di bioetica, “possono rappresentare per la donna un tempo di ripensamento”, mettendola in condizione di “volere il bambino e sentirsi finalmente madre”. Abbreviando le procedure e riducendole all’assunzione di poche pillole “si priva la donna di questo tempo e il neoconcepito della possibilità di nascere”. Se poi la somministrazione della pillola abortiva dovesse avvenire, – conclude l’Istituto di bioetica – al di fuori dei limiti indicati dalla legge, crescerebbe nell’opinione pubblica l’idea che l’aborto è un fatto privato della donna, anzi, una forma alternativa di contraccezione”.