La seconda giornata di lavori dell’assemblea generale straordinaria dei vescovi italiani, in corso a Collevalenza, è stata dedicata ai giovani. Partecipano ai lavori anche 25 giovani impegnati nelle parrocchie, nelle diocesi oppure in movimenti e associazioni ecclesiali. Il compito di fare il punto sull’impegno della Chiesa per l’educazione alla fede dei giovani è toccato a mons. Enrico Masseroni, arcivescovo di Vercelli. La Chiesa italiana oggi vive con “affanno” il rapporto con i giovani, ha detto il vescovo. Questo affanno, ha spiegato rivolgendosi ai giornalisti in conferenza stampa, è dovuto al “contrasto tra due sentimenti contrapposti: affetto nei confronti dei giovani, preoccupazione per quella specie di ‘patologia del non senso’ dalla quale sono afflitti”. Ma, ha spiegato Masseroni, “il nichilismo dei giovani è figlio dell’indifferenza degli adulti”. Adulti “addormentati, schiavi della cultura del presente, del salutismo, del benessere”, ha osservato il vescovo. Ma i nostri giovani, ha proseguito, “non hanno bisogno di qualcuno che insegni loro come divertirsi, bensì che li stia ad ascoltare”. Perciò “prima di dare delle risposte ai problemi dei giovani, è necessario che ci mettiamo in ascolto delle loro domande di senso”. Per la Chiesa questo significa, ha concluso il vescovo, che dovrà passare dal “lavorare per i giovani, al lavorare con i giovani”.