CAMPAGNA CONTRO LE MINE, UNA LETTERA AI PARLAMENTARI

Riprende oggi pomeriggio alla Commissione esteri della Camera dei deputati la discussione del disegno di legge per la ratifica del trattato internazionale di Ottawa per la messa al bando delle mine antipersona. Padre Marcello Storgato, promotore della Campagna italiana, ha inviato ieri una lettera a tutti i parlamentari e ad esponenti del governo per ribadire alcune fondamentali “rivendicazioni”: contesta, innanzitutto, la proposta del disegno di legge di modificare e sostituire la definizione di “mina antipersona” indicata nella legge 374/97 (più rigida) con quella del trattato, “più blanda ed equivoca”. “Una tale sostituzione – scrive – non è ammissibile perché abrogherebbe di fatto una legge del Parlamento e la sostituirebbe con una legge diversa, che dovrebbe nuovamente passare l’iter parlamentare”. Padre Storgato chiede inoltre che venga garantito un ruolo di monitoraggio e controllo della legge alle ong (organismi non governativi) della Campagna, e che non sia concessa “alcuna eccezione, deroga o proroga” al possesso e uso delle mine da parte delle basi Nato e statunitensi in Italia, né “collaborazione passiva” da parte di contingenti e personale italiano impiegati in quelle basi. Anche il quantitativo di mine consentito a “scopo di addestramento”, ribadisce padre Storgato, non deve restare “a disposizione unicamente dell’esercito” ma anche “dei centri universitari e civili, di ricerca tecnologia”, e di tutti i musei storici, delle armi e della Croce Rossa, “con accanto cenni di storia e spiegazione degli effetti letali ed indiscriminati causati da questi ordigni”. Il promotore della Campagna chiede che non vengano mai utilizzati nel disegno di legge i termini “importazione/esportazione” (“che sottintendono la legittimità di produzione e vendita”) ma “solo la parola ‘trasferimento'”. Infine, conclude, “i fondi per lo sminamento, la ricerca tecnologica” non devono essere “parte dell’insieme della cooperazione internazionale” ma prelevati invece dai fondi destinati “alla difesa e agli armamenti, imponendo una tassa sulla produzione e commercio di altri sistemi d’arma”.” “” “