“Sarebbe assurdo se si facesse chiarezza sull’otto per mille e non sulle realtà diocesane e parrocchiali”. Lo ha detto mons. Attilio Nicora, vescovo di Verona e delegato della Cei per le questioni giuridiche, illustrando ai giornalisti il significato della delibera sul rendiconto che le diocesi sono invitate a fare riguardo alla ripartizione delle somme derivanti dall’otto per mille. Secondo questa proposta, che i vescovi voteranno nel corso dell’assemblea, annualmente ciascuna diocesi è tenuta ad inviare alla Cei il rendiconto della ripartizione fatta delle somme dell’otto per mille, senza la quale i versamenti per l’anno successivo potranno essere rinviati. Mons. Nicora ha reso noto che la Cei si sta impegnando per “promuovere forme di sempre maggiore trasparenza” dei bilanci, anche sollecitando “l’effettiva costituzione, in ogni parrocchia, del consiglio parrocchiale per gli affari economici”. E sarà questo l’oggetto di un’altra delibera che i vescovi dovranno approvare nel corso dell’assemblea. ” “A livello diocesano Nicora auspica che si realizzino forme di sempre maggiore “collaborazione tra il vescovo, il consiglio diocesano per gli affari economici e il collegio dei consultori” chiamati a dare il loro parere sull’amministrazione dei fondi a disposizione delle diocesi. “Il consiglio diocesano per gli affari economici – ha spiegato Nicora – è già previsto dal Codice di diritto canonico, ma funziona in maniera disomogenea nelle varie realtà locali. Una diocesi di 10 mila anime, ad esempio, è molto diversa da una con un milione di abitanti”. Rispondendo ad una domanda su quanto potrà influire il caso Giordano sulla scelta dei contribuenti riguardo alla destinazione dell’otto per mille, il delegato Cei per le questioni giuridiche ha risposto: “Non sono un profeta. Comunque i rendiconti attestano che la diocesi di Napoli, per quanto attiene la gestione dei fondi dell’otto per mille, ha sempre fatto le cose in regola”. ” “