Lo ha detto mons. Rino Fisichella, vescovo ausiliare della diocesi di Roma, illustrando ieri, in occasione dell’inaugurazione dell’accademico dell’Ateneo pontificio “Regina Apostolorum”, i contenuti principali del’ultima enciclica del Papa, “Fides et ratio”. Secondo il teologo, l’ultima enciclica papale contiene “l’indice di una fede che pensa e che proprio per questo individua le orme mediante le quali entrare il dialogo con gli uomini del proprio tempo”. “La verità – ha spiegato Fisichella commentando il documento del Papa – non è mai data una volta per sempre come se fosse una realtà statica e chiusa in se stessa. La verità è sempre tesa verso il compimento; il coinvolgimento personale e comunitario, inoltre, è essenziale per valutare questa prospettiva”. Il vescovo si è anche soffermato sulla centralità della filosofia, come “via” alla verità non contrapposta alla fede. Di qui l’appello rivolto ai teologi, che fanno filosofia “loro malgrado, ma con il rischio di rinchiudersi in forme di pensiero inadeguate alla rivelazione os trumentalizzando lo stesso pensiero filosofico”. “Con la ‘Fides et Ratio’ – ha concluso mons. Fisichella – Giovanni Paolo II non ha avuto timore a ribadire che il binomio di verità e libertà è la codizione per la vera dignità della persona umana. La fede e la ragione rimangono, nel raggiungimento di questo obiettivo, come la strada maestra”.