MARY ROBINSON: I DIRITTI UMANI, “L’ETICA GLOBALE” E RELIGIONI

La promozione dei diritti umani è essenziale per “lo sviluppo dell’idea di un’etica globale”, in cui “il dialogo tra le religioni gioca un ruolo sempre più importante”. Lo ha detto l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Mary Robinson, intervenendo oggi al seminario su “Diritti dell’uomo, diritti dei popoli”, organizzato a Roma dalla Pontificia Università Lateranense in occasione del 50° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. “Non dobbiamo – ha detto Robinson – aver paura dei diritti umani, ma utilizzarli per rispondere alle sfide contemporanee alla dignità dell’uomo”. Oggi la “sfida” più importante, per il Commissario Onu, è quella dell’ “interdipendenza dei diritti, civili e politici, sociali, economici e culturali e dell’interconnessione tra democrazia, diritti umani e sviluppo sostenibile”. Di qui l’importanza di “lavorare per lo sviluppo di una ‘cultura dei diritti umani’ in tutto il mondo”. Robinson ha parlato, inoltre, di “giustizia globale intergenerazionale”, spiegando che la “sostenibilità” dello sviluppo implica l’impegno, individuale e sociale, “ad andare al di là della generazione contemporanea”. Secondo il Commissario Onu, “il senso di appartenenza all’umanità può essere una forza molto potente, in futuro, per salvaguardare i diritti dell’uomo”. L’iniziativa del seminario, spiegano i promotori, si colloca nell’area internazionale di ricerca su “I diritti dei popoli oggi: verso una Carta Internazionale”, istituita nell’Università Lateranense dopo il discorso del Papa all’Onu (5 ottobre 1995). In quella occasione aveva auspicato una “Carta internazionale dei diritti delle nazioni”, da affiancare alla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”.” “” “