CUM: LETTERA APERTA DEI SACERDOTI STRANIERI AI VESCOVI ITALIANI

“Desideriamo dirvi il nostro grazie per l’accoglienza ricevuta dai vescovi e dalle comunità cristiane, vi ringraziamo per le opportunità di studio e di sostentamento e ci auguriamo di rappresentare stimolo per un’apertura del pensiero in senso universale e cattolico” così scrivono i trenta preti di dodici nazioni dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia che nei giorni scorsi hanno partecipato a Verona al seminario organizzato dal Centro unitario missionario per iniziativa della Cei sulla situazione dei sacerdoti stranieri impegnati nella pastorale in Italia. Nella “lettera aperta”, indirizzata ai vescovi italiani, i sacerdoti lamentano di essere “sottovalutati e relegati a compiti minori, spesso per coprire necessità immediate”, avvertono “perplessità e sfiducia nei laici e nei confratelli preti derivanti da diffidenza e pregiudizi culturali”. Creano disagio poi “domande e frasi che non manifestano uno spirito di accoglienza come ‘quando vai via?’, oppure ‘qui hai trovato l’America!'”. Per migliorare la condizione i sacerdoti propongono” che ogni sacerdote sia presentato al vescovo italiano da quello di origine, e che sia poi presentato adeguatamente alla comunità in cui è mandato”. Inoltre suggeriscono “periodi di formazione per i preti stranieri per apprendere la lingua e la cultura italiana, ma anche corsi di aggiornamento per quelli italiani perché vi sia maggiore apertura verso le altre culture, nazioni, chiese e tradizioni”. L’augurio, conclude la lettera, è quello di “abbattere ogni muro di separazione ed inimicizia e formare con l’aiuto dello Spirito una sola famiglia”.” “In Italia i preti stranieri 1.675. La maggior parte vive nel Lazio, numerosi anche in Toscana, Abruzzo, Emilia e Puglia.” “