INFANZIA: IL BICE DENUNCIA, “NESSUNA TUTELA, RITARDI E INADEMPIENZE”

“A tutt’oggi non esiste ancora un progetto europeo specifico per i minori al di sotto dei 15 anni e le risorse destinate all’infanzia dalla Ue del 1997 sono state lo 0,0025 delle spese generali” Lo ha denunciato Isabella Poli, delegata del Bice per l’Italia (Bureau internazionale cattolico dell’infanzia), che intervenendo oggi alla Conferenza per l’Infanzia di Firenze, ha parlato di sfruttamento del lavoro minorile, violenza sessuale e pedofilia, uso dei bambini a scopo pubblicitario. La rappresentante italiana del Bice ha ricordato che l’Italia ha ancora trasformato in legge la direttiva europea sulla protezione dei giovani sul lavoro ed ha invitato a “sfatare il luogo comune che lo sfruttamento del lavoro minorile sia esclusivo appannaggio dei paesi in via di sviluppo”. In Gran Bretagna, per esempio, il 15 per cento dei bambini di 11 anni di età svolge un lavoro e negli Stati Uniti, tra il 1983 e il 1990, si è riscontrato un aumento di 230 per cento delle violazioni delle leggi. Per quanto riguarda invece i minori vittime di violenza sessuale, Il Bice ha denunciato la scarsità sia a livello nazionale che internazionale di programmi di recupero. “Nella maggior parte dei Paesi europei – ha proseguito Poli – la legge non conosce il termine ‘pedofilia’ ed in un recente studio dell’Università del Minnesota (Usa) sulla legislazione di 165 Paesi è risultato che solo pochi Paesi del mondo hanno una legislazione specifica che vieti la produzione, la distribuzione ed il possesso di materiale pornografico implicante i minori”. Il Bice non ha dimenticato di citare “nuove forme più soft di sfruttamento minorile, ma non per questo meno violente”. E’ l’utilizzazione dei bambini nella pubblicità e nei programmi televisivi dove il “bambino-bonsai”, conclude Poli, “è insieme strumento e target di un consumismo ingiustificato e ingiustificabile” “” “