“SALVATE IL SOLDATO RYAN”: DON VIGANÒ, UN MONITO CONTRO LA GUERRA

“Il film è un grande racconto della memoria, un flashback nei sentimenti e nelle emozioni che il tempo non ha potuto cancellare. Dentro una descrizione realistica e di situazioni orribili, il film è uno straordinario messaggio positivo”. Questo è il parere di don Dario Viganò, dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei, a proposito del film di Steven Spielberg “Salvate il soldato Ryan”. ” “In un’intervista che apparirà sul prossimo numero del Sir, don Viganò ribadisce la necessità del divieto ai minori di 14 anni “ancora fragili per la sopportazione di emozioni così forti”, dovute alle scene drammatiche dei primi 25 minuti del film. “Non credo invece sia problematico il film per i ragazzi della scuole superiori – afferma -. Ma sarebbe molto importante, come è successo per ‘Schindler’s list’, che le agenzie educative, scuola e famiglia, si prodigassero al fine di attivare visioni alle quali seguano poi dei dibattiti e delle riflessioni ulteriori. In fondo la lunghezza dei film stempera anche in qualche modo l’impatto emotivo della rappresentazione della violenza”. Secondo don Viganò il film di Spielberg, pur essendo legato ad “alcuni stereotipi tipicamente americani”, ha il vantaggio di ricordare “che la guerra ha solo un volto: quello della follia e dell’orrendo uccidersi reciprocamente. La guerra mai e poi mai si presenta come giustificabile o dal ‘volto umano’. Gronda sempre sangue di qualche fratello e trasuda sempre di lacrime amare e di disperazione”.” “” “