Solidarietà, un termine che ricorre per 64.000 volte nella raccolta dei discorsi del Papa. Un dato da cui partono i giuristi cattolici italiani in vista del convegno nazionale che – a Roma dal 5 all’8 dicembre – celebrerà i cinquant’anni dell’unione (Ugci). “Non si può ridurre il diritto ad una esperienza di tipo repressivo e sanzionatorio – ha detto Francesco D’Agostino, presidente del Comitato nazionale di Bioetica, spiegando le ragioni della scelta di questa riflessione – bisogna invece ripensare il diritto come potenziamento dell’azione sociale, strumento di integrazione, capace di favorire le relazioni fra estranei”.” “Mettere la solidarietà alla radice dell’esperienza giuridica, ha proseguito D’Agostino, “rappresenta un’opportunità per tematizzare l’esperienza del multiculturalismo e per rispondere alla domanda di come sia possibile integrare nuovi cittadini rispettando le singole identità, culture ed entie”. Di fronte ai nuovi assetti sociali, ha osservato il presidente del Comitato Nazionale di Bioetica, “i giuristi insistono sul principio secondo il quale la difesa dei diritti umani fondamentali non può essere separata della difesa dei diritti di cittadinanza”. ” “Ricordando come in passato i giuristi cattolici abbiano anticipato la riflessione su argomenti che poi sono entrati nel dibattito giuridico – l’ecologia, la bioetica e la stessa cittadinanza – Giuseppe Dalla Torre, rettore della Libera Università Maria SS. Assunta e attuale presidente dell’Ugci, ha sottolineato che “oggi il mondo cattolico, dopo aver fatto lievitare nella coscienza comune il tema della solidarietà, ha di fronte una nuova sfida: quella di dare indicazioni concrete, di spiegarne che cosa significa solidarietà”. ” ” ” “” “