CARLO CASINI: FAVORIRE L’ABORTO NON È UN ATTO DI SOLIDARIETÀ

“Soffro al pensiero che un prete buono possa ritenere un atto di solidarietà contribuire alla uccisione di un povero”. E’ quanto scrive Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita italiano, in una “lettera aperta” indirizzata a don Andrea Gallo, il sacerdote genovese che ha dichiarato di aver aiutato alcune prostitute albanesi ad abortire, per evitare che venissero brutalizzate dai loro sfruttatori. “Che diremo alle eroiche mamme che tra le lacrime hanno consapevolmente accolto il loro figlio handicappato – obietta Casini – se il timore di uno sfruttatore di prostitute legittima l’uccisione di un figlio?”. ” “”Il coraggio dell’accoglienza – osserva il presidente del Movimento per la Vita – è la migliore prevenzione dell’aborto e molti bambini non vengono fatti nascere perché il coraggio si illanguidisce”. Di qui l’importanza della testimonianza personale, che, soprattutto quando si tratta di un sacerdote, si rivela decisiva: “Io le domando – scrive l’autore della lettera rivolgendosi a don Gallo – quante giovani donne leggendo le sue parole hanno ricevuto la spinta finale nella loro fragilità e solitudine… Ho pena per le ragazze albanesi che lei non è riuscito a sottrarre all’aborto e che, sconfitto, ha condotto da un medico compiacente; ma ho pena anche per le ignote donne che, anche per aver letto i giornali, perderanno insieme il figlio e la giovinezza”. ” “Sulla vicenda di don Gallo è intervenuta la Curia di Genova, ricordando che “anche nelle situazioni più penose e gravi l’aiuto alle persone coinvolte deve essere dato secondo il vero bene di tutti, incominciando dai più deboli e quindi dall’innocente nascituro”. Per questo, si legge nella nota, “il rispetto assoluto ed incondizionato del diritto fondamentale alla vita di ogni persona è l’unica risposta veramente e pienamente umana alle situazioni più difficili e degradate”. ” “