COLLEGI UNIVERSITARI: 400 “LUOGHI DI PENSIERO”

Sono circa 400 i collegi universitari di ispirazione cristiana disseminati su tutto il territorio nazionale. Non ne esiste un modello esclusivo: ve ne sono molti che nascono ed operano con chiare motivazioni educative; altri invece che sono stati aperti per ragioni esclusivamente logistiche. Rappresentano comunque una rete di ospitalità e accoglienza che “vuole esprimere l’attenzione della Chiesa verso i giovani studenti universitari e il loro futuro impegno professionale”. Per “offrire un servizio sempre più adeguato e qualificato agli studenti”, i collegi universitari cristiani si sono dotati di un documento in cui si espongono le “Linee per un progetto educativo”. Il testo che è stato elaborato dal coordinamento nazionale dei collegi di ispirazione cristiana, è stato presentato oggi a Roma all’incontro nazionale per gli operatori di pastorale universitaria. Il coordinamento esprime innanzitutto “preoccupazione” per le condizioni in cui versa l’università in Italia e fa riferimento al calo delle iscrizioni, al prolungamento dei tempi di laurea, all’esiguità del numero dei laureati, alla cosiddetta “mortalità universitaria”. Inserito in questo contesto, il collegio deve “contribuire a migliorare la qualità della vita universitaria”, favorendo momenti di scambio fra studenti di corsi e facoltà diverse, attivando forme di “tuterato informale” soprattutto a vantaggio dei più giovani e seguendo l’andamento del corso di studi. Ma il Collegio nasce anche su una chiara ispirazione cristiana che però “non si risolve – si legge nel documento – nell’offerta di alcuni servizi religiosi”. Favorendo il “linguaggio della ricerca e dell’interrogazione”, il collegio “chiede ai suoi studenti d’essere anzitutto ‘pensanti’, capaci di interrogarsi davanti ai grandi enigmi dell’esistenza umana, pronti a mettersi in discussione e a dare voce leale ai propri dubbi”.