Pubblichiamo il testo integrale della nota settimanale del Sir. Lo spazio politico europeo si va strutturando in modo nuovo, rispetto al tradizionale modello dello Stato-nazione. Nel nuovo spazio europeo, quello monetario di Eurolandia, o quello più esteso dell’Unione, coesistono infatti molti attori, ed il processo di decisione è appunto il risultato di molteplici e complesse relazioni di negoziazioni, di conflitti, di compromessi, di affermazioni di potere. Per usare delle parole inglesi che ormai sono generalizzate nel dibattito politico, cambiano le modalità del “governare”: dallo schema del government, cioè delle relazioni “piramidali” tra gli attori del processo tradizionale, governo, parlamento, partiti, apparati amministrativi, si passa a quello della governance, con l’interazione (e la competizione) di molti soggetti, istituzionali e non istituzionali. Cambia così anche la politica, e cambiano i rapporti tra i differenti livelli istituzionali: centro e periferia sono concetti sempre più de-localizzati. La gestione delle politiche pubbliche, cioè dell’azione di governo, si fa più tecnica, e nello stesso tempo lo scenario si allarga a molteplici attori, che spesso non si muovono sotto i riflettori, nelle arene pubbliche, ma operano a diretto contatto con i centri decisionali. Tuttavia, poiché ci troviamo in una situazione complessa, a questa tendenza ne fa riscontro un’altra, la necessità cioè di fissare parametri e punti di riferimento per questo processo di governance, ossia di elaborazione, messa in opera e verifica delle politiche pubbliche.” “Qui probabilmente si gioca, molto più che sugli schieramenti, il ruolo e l’impegno dei cattolici nel nuovo e complesso spazio della politica, cioè delle decisioni e delle gestioni delle politiche pubbliche, tanto a livello europeo, quanto al livello dei diversi spazi politici statali e nazionali, che non cesseranno di mantenere, nel medio periodo, il loro rilievo.” “Il discorso che il Papa ha rivolto nei giorni scorsi a politici e legislatori europei riuniti in Vaticano, per iniziativa del Pontificio consiglio per la famiglia, assume così il valore di un esempio. In uno spazio della decisione politica che va trasformandosi, occorrono forme di presenza adeguate. Non solo dal punto di vista tecnico, ossia della capacità di presenza e di influenza sulle decisioni, ma anche dal punto di vista culturale e strutturale. Perché il Papa insiste tanto in questi ultimi anni, e non solo sulla situazione italiana, sui temi della vita e della famiglia, dell’educazione e della scuola, del lavoro e dello sviluppo economico? Certo perché si tratta di campi sottoposti a rapidissime e radicali trasformazioni, che richiedono decisioni innovative coraggiose. Ma anche perché oggi la persona è in gioco in termini nuovi. E’ dunque il tempo di una nuova coerenza e di nuove forme di presenza.” “Giovanni Paolo II ha mostrato con chiarezza come, di fronte alle nuove sfide, ed alla necessità di riaffermare le ragioni del “bene comune”, la vecchia tesi per cui “l’opera dell’uomo politico debba separare nettamente nella sua azione il campo della coscienza privata e quello dell’azione politica” sia errata, oltre che ben poco utile nella situazione odierna. Al contrario la decisione democratica e lo sviluppo politico e sociale hanno bisogno di punti di riferimento, di concreti esempi, di testimonianze coerenti. I cattolici, presenti ormai in forma trasversale nei diversi schieramenti ed a diversi livelli, sono chiamati ad assumersi fino in fondo nuove responsabilità. “Che voi siate legislatori, uomini politici, responsabili di associazioni famigliari o docenti universitari, io vi incoraggio a proseguire la riflessione ed a trasmettere le vostre proprie convinzioni morali e spirituali a coloro con i quali voi cooperate”. Con grande apertura, ma anche con la consapevolezza che, nel complesso passaggio di cambiamenti accelerati, non può mancare il punto di vista di una “cultura della vita”, il punto di vista cristiano. Proprio perché esso non è l’esclusiva dei cristiani, dei cattolici, ma è in concreto una risorsa di speranza e di sviluppo per tutti.” “