“Il bambino o è gravemente maltrattato da un mondo sostanzialmente crudele o è, se ciò non avviene, un bambino felice e senza problemi”. Contro questa “pericolosa semplificazione” che i mass media fanno della condizione dei bambini oggi si esprime il giurista Alfredo Carlo Moro, in un articolo pubblicato dall’ultimo numero della rivista “La famiglia” dell’editrice La Scuola, in occasione della Giornata nazionale dell’infanzia, che si celebra il 20 novembre prossimo. Moro invita a non legittimare “una rimozione collettiva del ben più corposo fenomeno delle molte violenze non fisiche che si abbattono sui soggetti in formazione”. L’altro rischio da evitare, di segno opposto, è per Moro quello di “ridurre i bambini a una semplice risorsa per il mondo degli adulti” che nega il diritto all’infanzia. Al contrario, sostiene l’autore dell’articolo, “non si diviene adulti perché si conosce il mondo, ma solo se si hanno gli strumenti per affrontarlo e superarne le difficoltà e le carenze”. Sulla stessa rivista, Giorgio Campanini riflette sul rapporto tra sessualità e società odierna: di fronte “ad una vera e propria inflazione di comunicazioni gestuali e verbali” in questo campo, Campanini propone di “riscoprire quelle dimensioni di silenzio, di riservatezza, di pudore frequenti nelle società del passato e divenute praticamente assenti nelle società moderne”.