“In una società pluralistica il quadro dei valori per definizione da tutti condiviso è la Costituzione. La Chiesa oggi non chiede che l’attuazione della Carta costituzionale. Tutto il resto è un processo alle intenzioni”. Così Giuseppe Dalla Torre, docente di diritto ecclesiastico e rettore della Libera Università Maria SS. Assunta (Lumsa), risponde alla tesi di Emanuele Severino, apparsa oggi sul Corriere della Sera, secondo il quale per la Chiesa “è l’esistenza stessa della scuola pubblica ad essere qualcosa di assolutamente inaccettabile”. ” “”A me sembra – spiega Dalla Torre – che questa sia una affermazione che non tiene conto dal punto di vita storico dell’evolversi dell’ordinamento scolastico e della situazione giuridica in cui ci troviamo”. “Dal punto di vista storico – ha proseguito il giurista – la Chiesa non è stata contro la scuola di Stato. Anzi, possiamo dire che tra l’800 e il 900, la Chiesa ha guardato con favore il fatto che lo Stato si facesse carico dei bisogni della società e quindi anche dell’istruzione e dell’educazione”. Per quanto riguarda la situazione di oggi, “la Chiesa – precisa Dalla Torre – chiede l’attuazione di un istituto che è previsto dalla Costituzione. E la Costituzione, in una società pluralistica in cui esistono molte posizioni ideali e quindi anche culturali, politiche e religiose, è per definizione la tavola dei valori comuni”. Dalla Torre fa notare come nel ragionamento di Severino, emerga “una posizione culturale diffusa” la cui “paradossalità è tale che porterebbe da una posizione di tolleranza ad un’altra che non consente alla Chiesa di avere spazio nell’ambito dell’educazione e dell’istruzione”. ” “