POVERTÀ A ROMA: I DATI DEL RAPPORTO CARITAS

“La povertà è un problema di tutti”: da questa affermazione di mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas di Roma, ha preso le mosse il convegno organizzato oggi a Roma sul tema “Povertà a Roma”, in occasione della presentazione del rapporto Caritas ’98 dal titolo “Roma sociale”. Il rapporto, oltre alle condizioni sociali e demografiche della città, esamina nel particolare tutte le forme di disagio ed emarginazione presenti nella capitale: usura, anziani, senza fissa dimora, problemi della giustizia, detenuti, minori devianti, disagio scolastico e lavoro minorile, problemi della sanità, invalidi civili, tossicodipendenti, malati di Aids, servizi di salute mentale, immigrati, nomadi. Dalle stime presentate nel volume risulta, ad esempio, che almeno il 10% della popolazione romana si trova in condizioni di povertà (un numero compreso tra le 270.000 e le 300.000 persone). Da un sondaggio condotto nel ’97 tra gli operatori Caritas sulla “percezione della povertà”, più di un terzo ritiene che il numero dei poveri sia aumentato negli ultimi anni e la metà pensa che la povertà stia cambiando molto: tra i disagi emergenti c’è infatti la perdita o la mancanza del posto di lavoro, l’indebolimento del reddito familiare, la solitudine degli anziani, il disagio socio-economico giovanile, la presenza consistente di immigrati, la mancanza di case.” “Dall’analisi del bilancio ’97 del Comune di Roma risulta, inoltre, “una grande attenzione verso alcune importanti emergenze sociali come quella dei portatori di handicap, dei malati di Aids o delle persone anziane bisognose di assistenza domiciliare, case di riposo e centri diurni di accoglienza”. Ma, precisano, negli ultimi 3 anni, la spesa sociale ha inciso solo per il 3-4% sul bilancio totale del Comune, che supera i 10.000 miliardi. (segue)” “” “