“L’agricoltura, lungi dal rappresentare un’economia residuale e marginale, mantiene una funzione essenziale e di somma importanza anche in una società avanzata”, lo ha detto il segretario generale della Cei, mons. Ennio Antonelli, nell’omelia pronunciata ieri a Verona durante la Santa Messa per la Giornata nazionale del ringraziamento. “Nella misura in cui crediamo nello Spirito del Signore – ha detto Antonelli -, lo accogliamo e ci lasciamo condurre da lui, diventiamo anche capaci di impegnarci con senso di responsabilità, di rispettare i diritti delle altre persone e l’equilibrio della natura, di produrre e possedere non solo per noi stessi ma a vantaggio di tutti, di salvaguardare e valorizzare il territorio, di sviluppare un dialogo costruttivo con gli altri settori produttivi, di elaborare valide proposte per il progresso comune, di stimolare i responsabili della politica a valutare adeguatamente il ruolo dei lavoratori della terra e delle imprese agricole in una prospettiva di benessere solidale”.” “Il lavoro, ha spiegato il segretario generale della Cei, “non è solo una dura necessità per vivere e un segno della nostra dipendenza dalla natura; ma è anche espressione di libertà e creatività, di coraggio, di tenacia, di solidarietà; è luogo di crescita della persona e della società; è addirittura contributo al Regno di Dio. E’ con questa consapevolezza che oggi rendiamo grazie a Dio per i prodotti dell’agricoltura e prima ancora per le energie fisiche e mentali con cui lavoriamo e per la vita stessa destinata a compiersi nell’eternità”.” “