Le Acli, (Associazioni cristiane lavoratori italiani) che riuniscono 7 mila circoli e 800 mila iscritti, hanno concluso ieri ad Assisi la loro conferenza organizzativa rinnovando l’impegno a riavvicinare società e politica. Lo ha detto al Sir il presidente nazionale delle Acli, Franco Passuello, che ha aggiunto: “Mi sembra che in questa assemblea sia emersa una coscienza più consapevole che le Acli per far politica non hanno bisogno di fare il tifo per i partiti ma sono esse stesse un soggetto politico”. ” “”Oggi i partiti – ha spiegato Passuello – non possono pensare di essere gli unici a dare forma politica alla società. C’è invece bisogno di soggetti della società civile, che non saranno mai dei partiti nel senso tradizionale del termine, ma sono soggetti che fanno politica”. A parere di Passuello, non solo “questa dimensione deve essere riconosciuta” ma “il problema che sta emergendo con forza nel nostro Paese è quello di portare avanti una vera riforma del sistema della rappresentanza politica”. ” “Tirando le fila di un “cammino durato quattro anni di autoriforma”, la conferenza di Assisi si è conclusa con la votazione di quattro documenti che hanno affrontato i nodi della “formazione e cura dei gruppi dirigenti”, le linee per la predisposizione di una carta delle “imprese sociali”, il rapporto “vita cristiana e vita associativa”, il modello organizzativo. La conferenza ha ribadito, in particolare, la “centralità della rigenerazione della vita associativa”. “Rigenerare una passione per la politica, – ha detto Passuello – la capacità cioè di stare in campo sul piano educativo e sociale, è oggi essenziale non solo per le Acli ma è un contributo che si può dare all’intero Paese in una situazione in cui il distacco tra politica e società cresce ogni giorno”.” “