Il prof. Francesco Compagnoni, decano della Facoltà di Scienze sociali della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino e presidente dell’Associazione italiana per lo studio della morale, commentala richiesta di autorizzazione alla clonazione di embrioni umani per riprodurre tessuti e organi da trapiantare, rivolta da due commissioni governative di bioetica allo stesso governo britannico. “I governi – osserva Compagnoni, in un intervento pubblicato sul prossimo numero del Sir – tendono oggi, almeno nel Nord del mondo, ad accaparrarsi consenso venendo incontro a tutti i gruppi sociali che chiedono una regolamentazione che interessa loro: è il cosiddetto Stato laico, deideologizzato, neutrale. L’opinione pubblica, per sua parte, informata di continue ‘rivoluzioni, scoperte epocali, prospettive fantastiche’ che i media producono a ciclo continuo, è male informata e impedita di riflettere sulle conseguenze di certe ricerche e sulle loro premesse”. ” “”Non ci rendiamo conto – prosegue lo studioso – di sviluppare in tal modo un pensiero egoistico a scapito di altri esseri umani. L’eliminazione manipolativa degli embrioni umani per il fatto di avvenire in laboratori con macchine sofisticate e specialisti di alta capacità tecnica, non cessa di essere la soppressione di un essere umano. E non si venga a dire che la questione non è ancora decisa a livello filosofico, perché allora si potrebbe rispondere che in tal caso non si elimina un essere che forse è un uomo. La posizione di chi ritiene l’embrione in ogni suo stadio una persona è la più scientifica e moderna: si basa infatti sulla presenza del genoma completo dell’individuo e quindi sulla sua accertata individualità e potenzialità”.” “