MONS. OPERTI: IL 15 PER CENTO DELLE FAMIGLIE ITALIANE HA PROBLEMI DI LAVORO

Il 15,7 per cento delle “famiglie attive italiane” ha “problemi di lavoro”. L’affermazione è di mons. Mario Operti, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, secondo il quale, nonostante “le difficoltà oggettive che segnano l’attuale congiuntura sociale, politica ed economica”, le scelte del governo sono caratterizzate da “un procedere incerto, talora, contraddittorio, senza una chiara linea di indirizzo capace di ipotizzare strategie adeguate di risposta ai problemi che continuano a pesare su molte famiglie italiane, a cominciare dal problema del lavoro”. Accanto ad “alcuni segni di cambiamento e di rinnovamento”, continua Operti in una nota che sarà pubblicata sul Sir di domani, “si assiste a fenomeni inquietanti quali la chiusura o la riduzione di alcuni grandi stabilimenti, l’espulsione dal lavoro di persone ultraquarantenni, la difficoltà a creare nuovo lavoro, il rifiuto di alcuni lavori ritenuti meno nobili, la marginalizzazione dei lavori compiuti dagli extracomunitari, la difficoltà ad emergere del lavoro nero e sommerso”. Questo perché. Spiega Operti, “un’economia che mira soltanto alla produzione di cose e al benessere materiale costringe la maggior parte della gente a vivere ‘in trincea’ una sorta di guerra di logoramento e di espedienti, senza autentiche prospettive di uno sviluppo di pace”. Di qui la necessità, conclude il direttore dell’Ufficio Cei, di “ritrovare le radici autentiche di una vita comune, fondata sul rispetto della dignità di tutti, che non è certo contraria allo sviluppo e al progresso dell’uomo, ma che non li riduce a semplici questioni di produzione di beni materiali e di consumo”.