E’ quanto sostengono alcuni studenti, che hanno costituito a Genova da circa due anni “La Stoà”, un Osservatorio sui rapporti tra scuola statale e non statale. “Quando – scrivono in una lettera aperta gli studenti, che appartengono ai due tipi di scuole – sarà garantita alla famiglia ‘anche con misure economiche’ (studiando finanziamenti rivolti alle famiglie e non alle scuole) la libertà di scegliere tra scuole statali più autonome rispetto all’apparato ministeriale e scuole non statali di vario orientamento, si riconoscerà un vero pluralismo educativo”. ” “La “vera parità scolastica”, secondo gli studenti, “non può implicare che le peculiarità delle proposte educative debbano essere abbattute o eliminate. La Costituzione stabilisce un pluralismo che non consiste nella omologazione o nel monopolio statale, ma nella compresenza di posizioni diverse e opposte, ognuna con caratteri specifici e nel rispetto della legge”. In un sistema scolastico paritario, fanno notare gli autori della lettera, “altri gruppi razziali e culturali, non solo la Chiesa, saranno stimolati a istituire scuole ed istituti di formazione, e lo Stato sarà spinto a migliorare il proprio livello all’interno di un unico sistema scolastico integrato”. Le istituzioni, a quel punto, “avrebbero soprattutto l’arduo, ma insostituibile ed indispensabile compito, di garantire che in tutte le scuole siano rispettati principi costituzionali (quali ad esempio la libertà di pensiero) e leggi specifiche: un ruolo di controllo rispetto alla qualità e alla ‘apertura ideologica’ del servizio fornito”. ” “