“Se la modernità appare oggi un apporto irrinunciabile, altrettanto irrinunciabile è la presenza storica del cristianesimo nella ‘maggiore età’ del mondo'”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, vicario del Papa e presidente della Cei, soffermandosi sull’attualità del pensiero di S. Tommaso, nell’ambito di un colloquio su “San Tommaso e lo Spirito Santo” organizzato oggi a Roma dalla “Cattedra San Tommaso e il pensiero contemporaneo” della Pontificia Università Lateranense. Secondo il cardinale, “esiste uno ‘specifico’ cristiano in campo culturale, filosofico, artistico, che porta ad una ‘mutua fecondazione’ del cristianesimo con le varie dimensioni dell’umano. La specificità del messaggio cristiano è una specificità trascendente e al contempo storica, non rigida e integralista, ma incarnata in modi sempre diversi”. La presenza storica del cristianesimo, secondo Ruini, è verificabile “sia nell’autocoscienza della Chiesa, sia nel suo impegno missionario, e va al di là dell’alternativa tra conservatori e progressisti”. Fronteggiare le sfide del mondo contemporaneo, ha aggiunto il cardinale, per il cristianesimo “è un compito arduo, perché richiede di recuperare fratture secolari. Molte dinamiche del mondo moderno e post-moderno, inoltre, mettono in discussione le radici stesse del cristianesimo. Tenere uniti teocentrismo e antropocentrismo, come ha fatto S. Tommaso, è però essenziale – ha concluso il card. Ruini – per la missione della Chiesa e per il bene stesso dell’umanità”.