IMMIGRAZIONE: MIOLI (MIGRANTES), “AL GOVERNO CHIEDIAMO PIÙ CORAGGIO”

“Per la sua posizione geografica, l’Italia non sarà mai esente da questa continua e disperata infiltrazione di immigrati che entrano nel Paese attraverso vie oggi più che conosciute. Per attutire questa pressione clandestina occorre essere più aperti nelle possibilità di ingresso regolare”. Lo ha detto padre Bruno Mioli, direttore dell’ufficio per la pastorale degli immigrati esteri in Italia della Fondazione “Migrantes”, che, all’indomani della scadenza della sanatoria, chiede al governo di “essere coraggioso nel sistemare la quota di clandestini” che hanno inoltrato domanda di regolarizzazione. Secondo la Fondazione “Migrantes”, si sono presentati alle questure 349.963 stranieri, di cui 77.109 per regolare ‘domanda’ completa di documentazione e 272.854 per ‘prenotazione’. “Il numero – commenta padre Mioli – va al di là delle previsioni. La Commissione incaricata dal ministero dell’Interno per studiare l’entità degli irregolari parlava di 250 mila presenze”. In attesa di dati “ufficiali”, secondo padre Mioli, “si può ora tirare un sospiro di sollievo perché finalmente si conosce con obiettività quanti sono gli irregolari in Italia e perché questo computo rende possibile una programmazione dei flussi più realistica e anche più coraggiosa”. A questo proposito, padre Mioli esprime “soddisfazione” per le dichiarazioni del ministro Jervolino che ha promesso che gli immigrati in possesso dei regolari requisiti non saranno espulsi. “Del resto – aggiunge il direttore – se è vero che l’anno prossimo ci saranno due programmazioni di flussi da 50/60 mila regolarizzazioni ciascuna, questi 100 o 120 mila nuovi immigrati regolari potrebbero assorbire, anche se non proprio azzerare, l’area della clandestinità”. “Se si fosse fatta una programmazione più realistica dei flussi già negli anni precedenti – conclude padre Mioli – probabilmente avremmo oggi a che fare con gente che anche se con difficoltà, vivrebbe in Italia con titolo di legittimità e senza il bisogno di ricorrere ad una sanatoria”.