Lo ha ribadito Giovanni Conso, presidente emerito della Corte costituzionale, intervenendo oggi a Roma ad un convegno organizzato dall’associazione “Nessun luogo è lontano”. Conso ha ricordato che questa legge “è in ritardo di 50 anni” in quanto richiesta dalla Costituzione stessa. Solo con una normativa adeguata si potrà ragionare meglio sul problema dei rifugiati, caratterizzato da “grande complessità e gravità”. “E’ un problema arduo ma ineludibile – ha affermato Conso – che non è destinato a semplificarsi con il passare del tempo a causa dei cambiamenti dello scenario mondiale. Basti pensare al fenomeno della desertificazione, che tra qualche anno colpirà il 75% del territorio africano. Gli africani saranno costretti a venire in Europa e l’Italia è il Paese più facilmente raggiungibile”. Di fronte a questa difficile situazione “non si può essere indifferenti ma bisogna cercare almeno di ridurre gli inconvenienti. Conso ha invitato ad evitare i “continui mutamenti normativi” come il susseguirsi di convenzioni internazionali che i parlamenti devono poi affrettarsi a ratificare: “E’ una frenesia da deplorare in tutti i sensi. – ha detto – Bisogna invece provare a mettere in atto una legge e fare poi le verifiche”. La legge sul diritto d’asilo permetterebbe, ad esempio, di avere “una coincidenza tra rifugiato e avente diritto all’asilo, che attualmente non sono la stessa cosa”, inoltre avrebbe il vantaggio di definire chi ha il diritto di entrare e chi no. A parere di Conso occorre però “una maggiore intesa tra Stati europei sul piano politico e giudiziario”.