“Domandiamo ai nostri governanti di rendersi interpreti, negli alti livelli internazionali, del desiderio di pace del nostro popolo, oltre che delle profonde aspirazioni dello sventurato popolo iracheno”. Lo chiede mons. Giacomo Nonis, vescovo di Vicenza e presidente della Commissione ecclesiale “Giustizia e Pace” della Cei che commentando l’attacco missilistico di questa notte su Baghdad ha detto che per le conseguenze “non ancora calcolabili” ma “comunque disastrose sia per l’Iraq sia per la pace”, “l’operazione va deplorata con tutte le forze”. ” “”Si pensava – ha proseguito il vescovo – che nella coscienza del mondo fosse maturata la certezza che ogni tipo di pace, pur praticato con grandi sacrifici e umilianti rinunce, è preferibile ad ogni tipo di guerra, sia pur praticata con armi così sofisticate da rendere minime, in confronto ai macelli bellici del passato, le perdite di vite umane e di beni indispensabili all’esistenza quotidiana (cibo, medicine, case, lavoro). Ad ogni evento bellico siamo dolorosamente costretti a ricrederci”. “D’altra parte – ha aggiunto mons. Nonis – non possiamo non deplorare la follia dei potenti, come Saddam Hussein, che impadronitosi del potere sacrificano a questo le persone e i popoli, preoccupandosi più della produzione di armi micidiali che della salute, dell’incolumità e della sopravvivenza degli uomini, dei bambini, delle donne, degli anziani”. “Come cristiani – ha concluso il vescovo – domandiamo, anzitutto, al Dio della pace la cessazione di ogni moto di guerra: la preghiera può arrivare dove la diplomazia non arriva”.” “