“L’accordo che rappresenta una novità assoluta nel rapporto tra i due enti – spiega don Domenico Mogavero dell’Ufficio Cei per i problemi giuridici – è nato a partire dalla richiesta delle realtà territoriali, quali parrocchie, oratori ed associazioni, e si è realizzato grazie alla disponibilità della Siae. Con questo passo la Cei non intende sovrapporsi alle realtà locali, ma interviene come interlocutore unitario in nome ed a garanzia degli enti ecclesiastici”. Il responsabile del Servizio Cei per la pastorale giovanile, don Domenico Sigalini, spiega che l’accordo si propone di “definire la materia sulla scorta di un diritto riconosciuto oltre le furbizie da una parte e le prevaricazioni dall’altra” ed “educare tutti alla legalità”. Stringere un accordo tra Cei e Siae significa inoltre “facilitare – aggiunge don Sigalini – gli adempimenti burocratici” e “stabilire forfait che tengano conto della natura non commerciale di tante iniziative culturali e ludiche degli oratori o della parrocchia”. “Alla base di tutto – afferma don Sigalini – c’è la preoccupazione pastorale di aiutare i preti a districarsi tra le secche della burocrazia cui devono prestare troppo tempo sottraendolo alla formazione spirituale. A questa si aggiungono la preoccupazione educativa di stabilire un clima di massima legalità e giustizia nel nostro vivere sociale e l’intento di favorire al massimo l’espressività giovanile”. “Finalmente – conclude il responsabile della pastorale giovanile – siamo riusciti a concludere l’accordo. E’ importante ora farlo conoscere, renderlo di semplice applicazione con formulari adeguati e presentarlo con sussidi che attivamente educhino alla collaborazione cittadini e istituzioni, parrocchie ed enti pubblici, oratori e funzionari”.