CRISI USA-IRAQ: ZANACCHI, “SONO MANCATE INFORMAZIONI SUFFICIENTI”

“La cosa che più mi ha impressionato è che su quello che è realmente avvenuto a Baghdad, abbiamo saputo pochissimo”. Così Adriano Zanacchi, docente di tecnica pubblicitaria all’Università di Perugia, commenta l’informazione che l’Italia e il mondo hanno ricevuto degli attacchi missilistici anglo-americani su Baghdad. “Dalle immagini verdoline che trasmetteva la Cnn, non si vedeva quasi nulla, tanto che ancora oggi siamo incerti sull’entità reale del numero delle vittime. C’è chi parla, come se fosse un elemento irrilevante, di poche centinaia di morti e chi di un migliaio. Certo, oggi, la vita umana conta poco, però credo che di fronte a fatti tragici come questi, la prima cosa che ci si deve domandare è chi ha sofferto dal punto di vista umano. E invece, paradossalmente, non sappiamo nulla dei vivi, nulla dei morti, nulla dei danni che ha subito la città, e degli obiettivi che sono stati colpiti”. Il docente mette in evidenza “la mancanza di informazioni sufficienti” e la tendenza a valutare “il fenomeno in modo astratto a prescindere da quello che realmente stava succedendo a Baghdad”. A parere di Zanacchi, la mancanza di elementi oggettivi nella informazione sulla crisi irachena, “dipende dal fatto che ci si è basati sulla televisione e ci si è illusi che la Tv fosse uno strumento di informazione ideale o quanto meno sufficiente. Così invece non è stato”. Zanacchi ricorda quanto è accaduto nel 1991: “Anche allora ci si è resi conto di non aver visto nulla, tanto è vero che chi credeva nella televisione come strumento di verità, si è dovuto ricredere. Le immagini verdoline che appaiono sullo schermo, sono il segno di una certa inadeguatezza del mezzo”.