EUROPA: UN APPELLO ALLA “COERENZA POLITICA”

“Dare una coerenza politica all’euro”: è questo il primo obiettivo che i Paesi che hanno aderito all’euro devono darsi, in vista dell’importante scadenza del 31 dicembre, quando verrà irrevocabilmente fissato il cambio tra le monete europee e quindi il valore dell’euro. Ad affermarlo è Rafael Yegles, direttore di “Europe Infos”, il mensile della Commissione degli episcopati della Comunità Europea (Comece). Secondo Yegles, “gli undici Paesi dell’euro sono una potenza economica pari a quella degli Stati Uniti”. Per questo “è importante che l’euro sia rappresentata efficacemente nelle istanze internazionali, soprattutto quando si tratta di prevenire o di regolare grandi crisi finanziarie. La stabilità dell’euro deve prima di tutto accompagnarsi ad una politica di crescita e di occupazione comune”. Sulla stessa rivista, Jerome Vignon si sofferma sulla necessità di un “progetto etico” per l’Europa. “La sfida etica – spiega Vignon, che in proposito ha tenuto una conferenza ai funzionari della Commissione europea – è prima di tutto istituzionale”, visto che i padri fondatori dell’Europa hanno permesso di “creare un sistema dove la democrazia delle nazioni è fondata sul rispetto degli altri, delle differenze linguistiche, culturali e storiche”. Ma la sfida etica, sotto l’aspetto economico e sociale, è anche per Vignon “una sfida antropologica”, poiché “l’arricchimento materiale non è soltanto un motore della comunità economica, ma anche una fonte di solidarietà e di partecipazione”. Sotto il profilo culturale, infine, “tutti i cittadini devono potersi identificare nell’Unione europea”. Di qui la necessità, conclude l’autore dell’articolo, “di un’anima per l’Europa e di un risveglio del senso etico dei cittadini”.