“Ci voleva poco a rapire un Bambinello di legno!”. Così Carlo Caviglione, sacerdote esperto in problemi sociali e questioni giovanili, commenta – in una nota che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir – la “bravata” di alcuni squatter di Torino, che nei giorni scorsi hanno “sequestrato” la statuetta di Gesù Bambino dal presepe di legno allestito nei giardini di Porta Nuova. “Ciò che dispiace – continua Caviglione – è che non siano state rispettate neanche le cose più sacre, riconosciute da tutti, visto che anche i ‘profani’ fanno festa a Natale”. Secondo Caviglione, “condannare il gesto è giusto, ma occorre soprattutto cercare un dialogo con questi giovani e capire che cosa nascondono dietro gesti così clamorosi, forse c’è la richiesta di maggiore attenzione ai loro problemi…”. Il “rapimento” del Bambinello, in realtà, era già stato organizzato la vigilia di Natale, ma la statuetta era stata ritrovata nelle acque del Po il giorno dopo. Così, riferiscono i giornali di oggi, gli squatter ci hanno riprovato: la statua di legno (una semplice tavola di compensato dipinta) è stata svitata da una ventina di giovani sotto gli occhi di molti passanti, che non sono intervenuti per fermare i ragazzi. Scopo del doppio rapimento: la “liberazione” di uno degli squatter coinvolti negli attentati dei mesi scorsi alle linee ferroviarie in Val di Susa.