Continuare ad essere una componente di un unico grande movimento dello sport italiano, oppure decidere di andare per una strada diversa, senza più dipendere dal Coni: è una delle questioni principali sulle quali discuterà l’assemblea nazionale di verifica del Csi (Centro sportivo italiano), che si riunirà a Roma dall’11 al 13 dicembre prossimo. Il tema scelto per l’assemblea è “essere associazione sportiva nella realtà italiana. Il progetto culturale del Csi”, con riferimento al “progetto culturale” della Chiesa italiana proposto dai vescovi alle diocesi, parrocchie ed associazioni laicali. Con i suoi quasi 700 mila aderenti, il Csi è una delle principali aggregazioni laicali cattoliche e – dichiara il presidente nazionale Donato Renato Mosella – “proprio il progetto culturale della Chiesa ci chiama ad una coraggiosa testimonianza missionaria”, in quanto “l’aggregazione ludica e sportiva è oggi in grado di raggiungere e coinvolgere gli indifferenti, animando i luoghi dove questi si incontrano e vivono”. Secondo Mosella il mondo dello sport vive una profonda crisi etica e in pochi ormai sembrano credere a uno sport “fondato sui valori”. “La massa della gente – aggiunge – è abbagliata dal modello sportivo celebrato dai media, dove contano la facile corsa al successo, i guadagni esorbitanti, il desiderio del primato ad ogni costo”. Di fronte a questa situazione il Csi intende accentuare il proprio servizio ecclesiale mettendosi a disposizione delle parrocchie con i propri progetti educativi e formativi.