IL PAPA SCRIVE AI LAVORATORI ROMANI

“Non abbiate timore di proporre Cristo ai vostri colleghi”: è questo l’invito che Giovanni Paolo II rivolge ai lavoratori romani nella lettera che verrà distribuita durante la terza fase della missione cittadina, dedicata agli ambienti di lavoro, in preparazione al Grande Giubileo del 2000. Nella lettera, resa nota oggi, il Papa ribadisce che “il valore più prezioso da salvaguardare e promuovere nell’ambiente dove si opera è la persona umana, con il suo diritto inalienabile ad essere riconosciuta nella sua profonda dignità”. “Il lavoro – sottolinea – è via per realizzare se stessi, mediante la crescita e lo sviluppo delle potenzialità e delle capacità che si acquisiscono con la formazione, l’esperienza e la concreta operatività”. ” “Il Papa riconosce l’esistenza di “limiti personali e socio-culturali” che possono provocare “elementi di sofferenza nella concreta esperienza del lavoro”, quali “competività sfrenata, gelosie e prepotenze, superficialità o indifferenza nei rapporti reciproci, ingiustizie e sopraffazioni”. E parla anche di “ritmi di lavoro determinati dalla corsa all’efficienza e al guadagno” che vanno “a scapito dell’umanizzazione dell’ambiente di lavoro”. Il Papa invita i cristiani a superare le difficoltà contando “sul dono della sapienza che si ottiene con la preghiera e si fortifica nell’ascolto della Parola” e a privilegiare sempre e comunque “il bene della persona”, in qualsiasi ambito si operi. Giovanni Paolo II ricorda inoltre che l’organizzazione del lavoro deve “tener presenti le attese della famiglia e quelle della condizione femminile, con particolare riguardo alla maternità, al riposo domenicale e al tempo libero”. Il Papa esorta inoltre le istituzioni politiche, educative e gli operatori economici della città di Roma ad “unire gli sforzi” per superare “la crisi di speranza che sembra frenare lo slancio di molti romani”, provocata soprattutto dal problema della disoccupazione e dall’emergere di nuove forme di povertà.” “