“Il diritto all’istruzione viene enunciato, nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, perché ogni ragazzo che si perde per strada è sconfitta delle ragioni stesse della scuola”: così afferma la presidenza nazionale dei maestri cattolici (Aimc) in una nota in cui ricorda la ricorrenza dei 50 anni della Dichiarazione stessa (10 dicembre 1948). Secondo i maestri cattolici, infatti, “la promozione dei diritti umani costituisce un traguardo mai pienamente raggiunto” e anzi oggi assistiamo a una nuova “tratta delle persone, in particolare donne e bambini, ora oggetto di violenza, ora merce di scambio”. In questa situazione, secondo l’Aimc “l’educazione diviene uno ‘schierarsi dalla parte dell’uomo’, di ogni persona, promuovendone l’identità di genere, culturale,sociale e mettendo ciascuno nella condizione di esercitare i propri diritti-doveri di cittadinanza”. Nella nota si sottolinea che “alla scuola, dalla Dichiarazione viene assegnato il compito di diventare luogo di amicizia, di comprensione e di tolleranza fra tutti i gruppi razziali e religiosi, favorendo lo sviluppo della pace”. “I diritti umani – si aggiunge – non possono però essere pensati come nuova materia scolastica, ma la scuola, nella sua azione complessiva, non può non essere da questi ‘informata’ “.