PRIVITERA (ISTITUTO DI BIOETICA) SU MANIFESTO PROCREAZIONE ARTIFICIALE

Il prof. Salvatore Privitera, direttore dell’Istituto Siciliano di Bioetica, commenta il recente manifesto sulla libertà di procreazione artificiale. Privitera fa notare che “su una tecnica procreativa che provoca un notevole surplus di embrioni da lasciar morire o da congelare, il giudizio morale non potrà non essere negativo, non solo dal punto di vista cattolico, ma da quello semplicemente umano”. E’ dovere della persona umana, infatti, “trattare tutti gli altri esseri umani sempre come fini e mai come mezzi” e ciò vale anche sul piano giuridico. “La legge – spiega il professore – ha il dovere di tutelare gli interessi dei bambini che nasceranno e dei bambini che non nasceranno mai, e di quelli che vengono procreati a seguito del ricorso che si fa a queste tecniche”. In un campo in cui “c’è di mezzo la vita di tanti embrioni”, non può valere il presupposto “che bisogna lasciare chiunque libero di agire secondo le proprie convinzioni. Se dovesse valere questo principio – afferma Privitera – dovremmo anche lasciare libero chiunque di poter uccidere un suo simile”. Il docente ricorda, infine, che per una corretta impostazione del procedimento etico-normativo resta sempre “decisiva e fondamentale”, in seno alla bioetica cattolica come a quella laica, “l’assunzione del punto di vista dell’imparzialità”.